E’ possibile seminare i fagiolini nella maggior parte delle aree adibite ad un orto, ma anche in giardino, e nelle giuste quantità e dimensioni anche in vasi abbastanza grandi. Si tratta di una forma “anticipata” di raccolta di alcune cultivar dei fagioli che sono raccolti proprio quando i baccelli non hanno ancora raggiunto una maturazione effettiva.
Molto apprezzati in svariate diete, anche in quelle a basso contenuto calorico, i fagiolini sono effettivamente molto interessanti da coltivare ancor prima di consumarli, e tutto può partire dalla semina, alla portata di tutti, ancora di più è importante scegliere il periodo. Spesso sno anche impiegati per raccolte rapide tra coltivazioni diverse.
Questo perchè le piante non sono invasive e non hanno una particolare tendenza nel preferire un particolare tipo di terreno, rispetto ad altri (sono però necessarie alcune selezioni per capire davvero quale è quello giusto). Importantissimo è capire quando seminare i fagiolini, ricordando che non sono assolutamente tutti uguali tra di loro.
Natura dei fagiolini
Come detto i fagiolini non “esistono” in natura almeno non esistevano fino alla selezione di questo legume da parte della specie umana, contemplando quindi una serie di cultivar ossia di selezioni che hanno portato oggi a quelli molto apprezzati in cucina. Rispetto a tanti altri legumi i fagiolini possono essere consumati con tutto il baccello.
Hanno un periodo di germinazione e crescita abbastanza ridotto anche a causa della loro natura come detto duttile e poco invasiva, spesso viene integrata una selezione di fagiolini nel contesto di rotazione tra le altre culture anche perchè non ha un mese di semina definito al 100 % ma può essere seminata come specie anche ad intervalli regolari in modo continuativo.
Prediligono infatti i climi miti, per questo è importante ricordare che hanno anche bisogno anzi necessità di una continua quanto sufficiente esposizione all’aria (evitando ambienti molto ventosi) oltre che ovviamente alla luce solare. Evitare la mezzombra o l’ombra totale, come vedremo tra poco seminare i fagiolini non è affatto difficile.
Operazioni preliminari e quando seminare
Il periodo ideale è quello compreso tra aprile e maggio, dipende dalla regione e dalla locazione specifica: generalmente possiamo considerare adeguato un clima quando durante la notte la temperatura non “scende” sotto i 15 gradi. Fino a settembre, in alcune regioni particolarmente calde come quelle del Mezzogiorno, il fagiolino può svilupparsi con facilità.
A seconda del tipo di variante la germinazione può impiegare dalle 2 alle 4 settimane per svilupparsi menre il baccello può necessitare tra i 2 ed i 3 mesi. La semina può essere concepita proprio nei periodi di ritorno alle temperature miti, quindi dopo l’inverno, ben lontani dalle gelate, iniziando a lavorare sul terreno alcuni giorni o settimane prima.
Con una vanga o una zappa lavorare il terreno in profondità, l’ideale è un terriccio medio, leggermente concimato (possiamo usare lo stallatico pellettato secco o il letame a rilascio abbastanza rapido, ricordando di lavorare ad una profondità di almeno una 30 cm, eliminando potenziali forme di erbe infestanti che possono rallenatare il processo di crescita.
Come seminare
Esistono varie tecniche ma la semina è abbastanza semplice ed efficace in ogni caso: una volta diradato bene il terreno e ottenuto un composto meno compatto possibile (evitare i terreni molto argillosi che non lasciano drenare bene l’acqua), possiamo fare delle piccole buche ad intervalli regolari da 2 o 3 cm di profondità dove inserire alcuni semi.
Meglio lasciare una ventina di cm tra di loro, mentre le file devono essere abbastanza distanti tra di loro almeno di 65 – 70 cm. Meglio non posizionarle assieme o subito dopo aver coltivato nella stessa area altre piante del contesto dei legumi o ai cetrioli o zucchini, in quanto c’è il rischio “competizione” tra i nutrienti.
Una volta seminati, i semi andranno ricoperti da uno strato di terriccio e la superficie tenuta sufficientemente umida, leggermente, in modo costante. Quando ogni singola piantina sarà abbastanza alta, almeno di 5 o 6 cm dovremo diradarle, eliminando quelle non abbastanza sviluppate, così da dare prevalenza a quelle invece in grado di svilupparsi.
Raccolta
L’irrigazione resta fondamentale anche nei periodi successivi, essendo una specie mediamente molto portata a svilupparsi in base alle condizioni climatiche mediamente miti e calde (la temperaura ideale è tra i 20 ed i 30 gradi centigradi). Meglio utilizzare un sistema continuativo ma non invasivo di irrigazione come il metodo a goccia.
La raccolta può variare nelle tempistiche a seconda della varietà: i fagiolini nani sono mediamente più rapidi, mentre quelli rampicanti richiedono qualche giorno in più a parità di condizioni, questi ultimi inoltre crescono in altezza, fattore che rende fondamentale sviluppare dei supporti.
I fagiolini vanno raccolti quando i baccelli sono abbastanza turgidi ma non duri.